Stampa rassegnata 2.0

sabato, 03 marzo 2007

LE INTERVISTE DI STAMPA RASSEGNATA

Ardecore
"Valeria Rossi? La più grande autrice italiana"
"Fabri fibra? Ha un ottimo ufficio stampa"

Questa è gente davvero strana. A partire dai nomi. A finire con le idee che hanno. Per non parlare delle copertine dei loro dischi, tutto un trionfo di capretti sgozzati e pugnali e teschi ammaccati.
I nomi, si diceva. Ardecore è un mischione musicale del quale fanno parte: gli Zu, Geoff Farina (grande chitarrista nonché leader della band statunitense, Karate) e il cantautore folk blues Giampaolo Felici.
Ora, una sera del 2002 tutta questa gente si incontra, non per caso (erano tutti al concerto dei Karate e gli Zu e Giampaolo Felici facevano da apertura). E si dice: ao' (la maggior parte è di origine romana): ao', perché sta robba nun la rifamo? Sta robba erano i dischi di musica romana che, tanto per spiazzare il pubblico, apriva e chiudeva i concerti. Così Geoff Farina propone a tutti di rivedersi alla fine del tour per registrare.
Stampa Rassegnata è convinta che, quel giorno, nessuno pensava che alla fine ne sarebbe uscito quel capolavoro che ne è uscito. Un disco un po' difficile perché il romanesco degli anni degli stornelli è una lingua stronzissima e molto poco trendy. Però bellissimo. Con suoni che non si sentivano da anni e una ricchezza e un'eleganza formale sconosciuta alla musica italiana.
Rispetto ai Virgininana Miller gli Ardecore, affrontando le impegnative domande di Sr, si prendono un po' più sul serio. Del resto non è un caso che loro cantano di donne annegate di amori carcerati di bambini morti, mentre i Virginiana di moscerini sciamanti e ciao sgonfi.

Ardecore Myspace


SR Francesco Bianconi - il cantante dei Baustelle dice su XL (quella rivista che esce con Repubblica e che vorrebbe essere la Bibbia dei giovani ma che della Bibbia ha solo le dimensioni) che il vostro album è uno dei migliori degli ultimi anni. Leggendolo: 
a) vi vengono le bolle sulla schiena
b) vi chiedete chi sia Bianconi o, in alternativa, chi siano i Baustelle
c) vi sentite onorati e mandate un sms piacione al suddetto Bianconi
ARDECORE
Abbiamo condiviso a Pescara il palco con Baustelle e Bianconi è salito sul palco con noi per cantare insieme "Come te posso ama'". So che hanno eseguito la stessa canzone in alcuni loro concerti. Non facciamo la stessa musica ma siamo contenti quando altri musicisti ci esprimono il loro apprezzamento per il nostro lavoro. Baustelle è un gruppo che nell'orrendo panorama italiano pop fa una bella figura ed aggiungerei, con merito. 

SR
Siete consapevoli che il nome Ardecore trae facilmente in inganno e che un lettore/ascoltatore distratto è spesso più incline a pensare a qualcosa di assimilabile ad Alvaro Vitali piuttosto che a un gruppo che fa, a suo modo, musica colta?
ARD
Indubbiamente siamo molto attratti dal depistare sulle reali intenzioni.

SR Come e a chi è venuto in mente il nome Ardecore?
ARD
Fa riferimento al fatto che a volte dalle estremizzazioni nascono le cose che piu' emozionano

SR Avete fatto date a Ittiri (Sassari), a Milano, a Torino e in altri posti ben lontani da Regina Coeli. Quando avete cantato canzoni sulle monticiane, sui barcaroli eroici, sui trasteverini, che facce hanno fatto quelli del pubblico?
ARD
Siamo sempre stati accolti molto bene anche lontani da Roma. credo che emerga dai nostri concerti soprattutto la passione per quello che suoniamo e che paradossalmente risulta come un progetto d'avanguardia  tanto è lontano nella nostra ottica il concetto di musica commerciale.

SR Molti dei protagonisti delle vostre canzoni sono stati in carcere. Voi ci siete mai stati? Secondo voi avreste i titoli per andarci?
ARD
Nessuno di noi è mai stato detenuto. Purtroppo io ho in piedi più di una causa penale per l'attività legata al Liveclub Init. di Roma di cui sono responsabile, che ad un certo punto ho dovuto difendere con una certa convinzione...non posso dirne di più. Spero di uscirne senza troppi danni. Comunque il club dalla prossima stagione riprenderà la sua attività a pieno ritmo e chi ama la musica a Roma sa quanto sia importante che ciò accada.

SR Avete mai pensato di fare il video di Madonna dell'Urione vestendovi come Sordi nel Marchese del Grillo?
ARD
Abbiamo fatto quel video con pochissimi mezzi ma ne siamo comunque soddisfatti. Il video è visibile nel nostro spazio su my space. Per quel che riguarda Sordi per noi è semplicemente un mito, ma la nostra musica è fatta per emozioni malinconiche e sarebbe difficile esprimerle vestiti come usava nel 700/800.

SR I critici hanno fatto una fatica pazzesca a definire lo stile con cui avete rivestito musiche di 300 anni fa. Qualcuno ha messo in mezzo il punk, qualcuno il post punk,qualcun altro il folk blues. Che c'azzecca tutta questa roba con la tradizione romana?
ARD
Ardecore ha portato convintamente avanti un'operazione che richiedeva un certo coraggio, perche si rischiava di essere fraintesi.La nostra idea di base e' quella di lavorare su strutture musicali che partano principalmente dalla radice della musica italiana. La forma dialettale in un certo senso e' un veicolo secondario visto in quest'ottica ma pone l'accento sulla matrice popolare che sta alla base del discorso. 


SR A proposito di tradizione romana, Geoff Farina ha mai mangiato un supplì? E un filetto di baccalà?
ARD
Geoff è un ragazzo molto intelligente oltre ad essere un bravissimo musicista con una grossa esperienza, per questo ha sposato un'italiana. Per cui credo che la sua dieta sia molto più simile alla nostra di quanto si possa pensare. 

SR Che musica ascoltate? Vi piace Tiziano Ferro (per sr è un genio)? Pensate che Memo Remigi sia stato ingiustamente penalizzato dalla sinistra, come Pupo?
ARD
Nella vita molto spesso l'affiliazione partitica diventa una realtà di cui è difficile fare a meno. Preferisco chi riesce ad affrancarsi da tutto cio' anche se spesso risulta impossibile e non solo nel campo musicale. Dirti che musica ascoltano tutti i componenti di un gruppo come il nostro non è certo facile, diciamo che nel corso degli anni si è ascoltato di tutto anche l'inutile. Da un po’ di tempo io personalmente sono irresistibilmente attratto dalle vecchissime registrazioni, a prescindere da quale parte del mondo provengano. In questi anni la musica contemporanea ha poco da dire tranne che per rari casi di estremizzazioni spinte. Per quel che riguarda Tiziano Ferro ti posso dire che è un mio personale amico: anche se non abbiamo nulla in comune dal punto di vista artistico non ti dirò mai male della sua musica.


feticcio d'arte molto povera

SR Quanti feticci d'arte povera avete in casa?
ARD
Ho seri problemi ad individuare qual è la mia casa, comunque posso dirti che l'arte è tale solamente quando è povera. Dentro un disco iperprodotto non troverai mai dio, condizione essenziale per l'arte, anche quando vuole essere maledetta, questo chiaramente vale per qualsiasi espressione artistica.

SR Vi produce il Manifesto. Siete comunisti?
ARD L'accezione del termine comunista ormai dà troppe possibilità di scelta a volte anche in contrasto tra di loro. Bisognerà in futuro mettersi d'accordo su quale idealità contenga in pieno il senso di giustizia che alimentava i primi comunisti della storia. Personalmente ho molta paura della politica. 

SR State finendo di registrare il nuovo disco. Che roba è? Come si intitola?
ARD
Siamo ancora in studio di registrazione. L'uscita è prevista per l'inizio di aprile. Si intitolerà “Chimera” è sarà per buona parte, a differenza del primo,un disco di brani originali. Sarebbe stato un errore non affrontare il lato compositivo in questo progetto. Siamo partiti sulla base del primo lavoro, come se non esistesse nulla al mondo al di là di Ardecore... Perciò è stato facile. Sarà inoltre principalmente cantato in lingua italiana, ma ci sono comunque anche alcuni brani tradizionali, anche se misconosciuti, ed altri in romanesco che non vogliamo certo abbandonare. 

SR Dove avete trovato gli spartiti originali delle canzoni più antiche?
ARD
Il bello della tradizione è che troverai sempre qualcuno che porta il testimone fino ad un certo punto. Siamo contenti di aver preso parte a questa staffetta col tempo. 

SR Sapete chi è Apicella? Cantereste mai con Apicella?
ARD Si, ma solo se viene con Berlusconi al seguito.

SR Sapete chi è Piotta? Cantereste mai con Piotta?
ARD
L'ho conosciuto recentemente, ma non si è parlato di collaborare. 

SR Sapete chi è Fabri FIbra? Secondo voi è un bluff, un genio, uno spostato, un cialtrone?
ARD
Onestamente ne ho sentito solo parlare, evidentemente c'è dietro un buon ufficio stampa ben pagato. 

SR Prima di voi sono stati intervistati i Virginiana Miller. A chi vorreste passare il testimone?
ARD
A Valeria Rossi,la migliore autrice di testi in Italia. Sarà ospite sul pezzo dedicato alla storia di Beatrice Cenci del nostro nuovo album. Stiamo lavorando insieme al suo nuovo disco che come puoi immaginare sarà sostanzialmente diverso dal passato soprattutto per quel che riguarda le strutture sonore.

SR Valeria Rossi? Quella di "dimmi tre parole, sole, cuore e amore"? Mhh, deve aver fatto un bel passo avanti con i testi...Comunque grazie, ora si va, che c'è da rubare qualche altro lucchetto a ponte milvio, così, tanto per rompere un po' i coglioni a Moccia (e a Veltroni)...

ciao, grazie!

 

 


scritto da: loconews alle ore 19:13 | link | commenti (6)
categorie: interviste

Commenti
#1   04 Marzo 2007 - 18:47
 
Cara carissima stampa rassegnata, pur apprezzando molto la tua intervista agli ardecore (soprattutto perchè si rende giustizia a tiziano ferro), cambio argomento (fondamentalmente perchè non so dove postare quel che segue).
Quando il 26 febbraio ho visto questa pagina sulla Stampa mi è impazzita la messa in piega. ho creduto che questa inammissibile intervista avrebbe scatenato il Dibbatttito, invece niente...
ci pensi tu, sr?
grazie.
sempre vostra,
commendatora

26/2/2007 - LA STORIA
"Ero gay: i preti mi hanno guarito"

Luca Di Tolve

Al «corso» letture sacre e preghiere
FLAVIA AMABILE
ROMA
Lo si può incontrare in una via di Milano, confuso tra la folla del sabato, a fare acquisti con la fidanzata, attento a non spendere troppo perché sta mettendo da parte i soldi per il matrimonio. Tranquillo, «normale» come dice di se stesso, virgolette comprese. Chi lo avesse conosciuto dieci anni fa potrebbe pensare di essersi sbagliato. Invece è proprio Luca Di Tolve, nella sua nuova vita. «Quella - racconta - che mi sono conquistato dopo sei anni di terapia riparativa dell’omosessualità: tre rosari al giorno, gruppi di ascolto, studio della Bibbia e dei testi di Josè Maria Escrivà, il fondatore dell'Opus Dei. Adesso, finalmente, sono guarito».

«Guarito», dice, come se essere gay fosse una malattia, secondo le più bieche posizioni omofobiche. Eppure Luca era omosessuale, e non uno tranquillo. Piuttosto uno da montagne russe, capace di passare dalle eleganti suite newyorchesi al sesso rubato in una «darkroom», dall’ufficio dove dirigeva un team di persone a un parco di notte a consumare rapporti.

Il primo amore
Gay lo è sempre stato, fin da bimbo. «Ricordo la mia infanzia a giocare con le bambole e con le amiche del palazzo volevo sempre fare la mamma», racconta. Già allora i genitori si erano separati, lui viveva in un monolocale a Milano con la mamma «troppo affettuosa, a volte soffocante ma anche tanto indaffarata nella lotta per la sopravvivenza». Andò a finire che in seconda media si innamorò perdutamente del suo compagno di banco «bello, perfetto, forte e dolce allo stesso tempo». Amore non corrisposto. E non solo: «Se ne accorse la prof, anzi, praticamente tutti». Lo sospesero. «Rimasi a letto per giorni, gridavo il nome del mio compagno nel sonno. Lo psicologo disse che ero il classico bambino turbato per la separazione dei genitori e che un altro cambiamento sarebbe stato dannoso».

Il sesso
Luca tornò in classe, riuscì anche a diventare amico del suo «bello». Ma l'amore quello no. «Rimaneva in me un vuoto che mai riuscii a colmare, i miei studi andarono a rotoli, abbandonai la scuola». Dopo un po’ arrivò il sesso, forse anche l'amore, con un ragazzo più grande. Il mondo omosessuale si aprì davanti a lui, «un mondo finalmente pieno di colori dopo tanta amarezza, sentivo di poter finalmente camminare da vincitore e non da sconfitto».

La prima vittoria? Arrivare a Canale 5. Batteva le mani, faceva apparizioni sporadiche, guadagnava quasi nulla ma intanto conosceva meglio l'ambiente. Il passo successivo fu entrare nel giro delle discoteche. Quando anche le discoteche iniziarono a stargli strette passò a occuparsi della sezione turismo dell'Arci Gay. Organizzava viaggi per omosessuali. Gli piacque talmente che pensò di aver finalmente trovato la via giusta. Mise su un'agenzia sua, specializzazione i viaggi a tema, soprattutto negli Usa, ma anche feste ed eventi come il Gay Pride di Napoli. «Ero amato, invidiato, avevo soldi, casa in centro, bei vestiti, in tasca biglietti d'aereo per andare a fare shopping negli Usa quando volevo». Il massimo, insomma. O forse no. «L'Aids marciava trionfante, la vita di amici ventenni con i quali avevo diviso anni lieti, si spegneva miseramente». Anche lui finì nella morsa dell'Hiv. Scomparve il suo lavoro, un sieropositivo non può sottoporsi a una girandola di viaggi e vaccinazioni. Si dissolsero le paillette, iniziò il periodo peggiore. «Tornai a casa di mia madre, ormai risposata, e fu il mio deserto». Ovvero, il momento delle darkroom, dei parchi, del sesso disperato, degli stupefacenti. «Poi ho scoperto il buddismo, e sono arrivate le canzoni. Ho vinto un concorso con testo dedicato a un Dio non ancora decifrato bene».

La svolta
La svolta avvenne per caso. Un giorno un amico omosex dimenticò a casa sua alcuni appunti di filosofia. Luca li sfogliò per curiosità e s’imbattè nelle teorie di Joseph Nicolosi. Spiega: «All'inizio ebbi voglia di prendere a pugni questo signore e le sue idee. Però non riuscivo nemmeno a liberarmene. In fondo che cos'era quell'andare in giro per parchi se non la conferma che anch'io ero vittima di pulsioni, di nevrosi di cui dovevo liberarmi? E perché non riuscivo a raggiungere la felicità con un ragazzo, uno dei tanti conosciuti in quegli anni? Perché nei maschi mi guardavo come in uno specchio, ma era della diversità di una donna che avevo bisogno».

Abbandonò il buddismo, ritrovò il cristianesimo e scoprì per la prima volta l’identità di uomo. «Non dico che sia stato facile, devi saper rinunciare, fermare la caccia al sesso compulsivo che prima praticavo istintivamente». Ci sono voluti sei anni, qualche caduta qui e lì, molta volontà, anche - e un tempo gli sarebbe apparso impensabile - tante preghiere. «Tre rosari al giorno, i corsi del gruppo Chaire e quelli di Living Waters. Un anno fa ho conosciuto la mia fidanzata. Di me sa tutto e ha accettato di starmi accanto». Stanno mettendo da parte i soldi per sposarsi, conta di farcela nel giro di due anni.
utente anonimo

#2   05 Marzo 2007 - 12:44
 
flavia amabile ha colpito ancora.
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#3   05 Marzo 2007 - 13:04
 
sta roba è oggetto di discussione nei gruppi disforici da un bel po'.
non sai bene se pensare che sia un povero cretino o un cretino rimpoverito.
l'unica a uscirne vittoriosa è la madre risposata, che spero lo abbia preso a padellate in testa quando s'è ripresentato a casa.
per il resto articolo estremamente omofobico, talebano e che spinge al più profondo razzismo verso gente come il novo Luca -quello di prima almeno si divertiva.

Bella l'intervista agli Ardecore: a me però il nome non fa assolutamente pensare a film di vitali, bensì amena residenza brianzola...
SR, magari metti il link del loro myspace.
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#4   06 Marzo 2007 - 17:39
 
Grazie di essere passato sul mio blog e di avermi segnalato questa intervista, non so come hai fatto ma gli Ardecore li conosco benissimo e a quel concerto dei Karate e Zu all'Init nel 2002 c'ero anche io!
Ciao!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente niveaecannella

#5   06 Marzo 2007 - 18:18
 
hai ragione commendatora, il bell'articolo dell'amabile giornalista meritava un suo palcoscenico, ma eravamo impegnati con il cilicio in pratiche sadomaso che dovrebbero riportarci sulla retta via (ma c'è qualche difficoltà).
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#6   06 Marzo 2007 - 21:35
 
Il più bel disco ascoltato (consumato, direi) quest'anno. Emozionante, divertente e struggente anche il concerto estivo di Villa Ada, a Roma.
Bella pure l'intervista, c'è piaciuta ;-)
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